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Wednesday, July 21, 2010

Pane. Pomodoro. Olio. Sale.




E' indispensabile che tutti i gli esseri e tutti i popoli saggi della terra capiscano che pane e pomodoro è un paesaggio fondamentale dell'alimentazione umana. Piatto peccaminoso per eccellenza perchè comprende e semplifica il peccato rendendolo accessibile a chiunque. Piatto peccaminoso in quanto può significare un'alternativa a tutto ciò che è trascendente, a tutto ciò che è pericolosamente trascendente, se diventa cultura della negazione. Non fate la guerra ma pane e pomodoro. Non votate per la destra ma mangiate pane e pomodoro. No alla NATO e sì a pane e pomodoro. Ovunque e sempre. 
Pane. Pomodoro. Olio. Sale.
E dopo l'amore, pane e pomodoro e un po' di salame.
Manuel Vázquez Montalbán
Poi si dice che leggere non serve. A me è servito a mangiare e bere meglio. Se vi pare poco.

Thursday, June 17, 2010

il centravanti è stato inquadrato all'imbrunire

 

...perchè avete usurpato il ruolo degli dèi che in altri tempi guidarono la condotta degli uomini, senza arrecare conforti soprannaturali, ma soltanto la terapia dell'irrazionale. Perchè il vostro centravanti vi fa gestire vittorie e sconfitte dalla comoda poltrona di cesari minori...

Per Cesari minori, per aspiranti tali, per chi si annoia a stare davanti al televisore nelle lunghe serate dei mondiali di calcio e preferisce un po' di azione tra i fornelli.

per la pasta:
500 gr farina semi integrale o bianca
200-250 gr acqua tiepida
20 gr lievito di birra
40-50 gr olio extrvergine di oliva
mezzo cucchiaino di sale fino
mezzo cucchiaino di zucchero, miele oppure malto di cereali

per condire:
passata di pomodoro
acciughe
capperi
olive nere
cipolla tagliata a fette
origano e menta essicati 
sale, olio e peperoncino piccante a piacere

birra, per accompagnare.

Mettere le birre in frigorifero.
In una ciotola di ceramica ben capiente versare la farina, smuovendola un po' con le mai perchè incorpori aria. Nel cratere in mezzo alla farina, sbriciolare il lievito di birra, aggiungere sale e zucchero (o malto, o miele, serve ad attivare il lievito e a dargli sprint). Versare l'olio. Lentamente, iniziare a versare anche l'acqua tiepida, mescolando bene. Procedere con lentezza per verificare che il liquido venga amalgamato bene nell'impasto: la quantità finale utilizzata dipende dalla qualità della farina.
Una volta ottenuto un impasto non troppo duro, impastarlo bene. Più si lavora l'impasto più questo tenderà a restare coeso ed elastico. Cinque minuti basteranno allo scopo.
Sigillare la ciotola con pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio del volume (un'ora almeno).
Stendere l'impasto in un paio di teglie capienti ben unte, oppure nella leccarda del forno. Concedere almeno una mezz'ora per la seconda lievitazione, nel frattempo accendere il forno e portarlo alla massima temperatura.
Una volta ri-lievitato l'impasto, condire e infilare in forno. Dopo 5 minuti abbassare la temperatura a 200° e proseguire la cottura per altri 12-15 minuti.
Estrarre dal forno, aspettare ancora 5 minuti e servire, insieme alle birre.

Wednesday, November 11, 2009

non fare l'innocente

Manuel Vázquez Montalbán scrive nelle sue Ricette immorali che, almeno nel mondo mediterraneo, i dolci (al cucchiaio) a base di latte e uova costituiscono uno nei nuclei fondanti del gusto e del palato dell'infanzia.
Cibi dell'innocenza, dunque:

" Si consiglia agli italiani di non adoperare questo piatto nei loro incontri amorosi, così come agli spagnoli di evitare la leche frita e ai francesi qualsiasi dessert domestico a base di latte.
Tutte le etnie amano i loro dessert al latte, ma solo se associati all'immagine della mamma o della nonna..."
Manuel Vázquez Montalbán, Ricette Immorali, Universale Economica Feltrinelli

Oltre dieci anni fa, in un ristorante che ora non c'è più (forse si è trasferito a Roma?), ho assaggiato un budino a base di latte e uova, servito con miele amaro e panna liquida. Un semplice fiordilatte ben eseguito, in effetti.
Ma a quel fiordilatte era stata aggiunta
la malizia del profumo di salvia:


1 litro di latte intero, possibilmente non pastorizzato
6 uova fresche

6 cucchiai di zucchero + 4 cucchiai per la "camicia"

una decina di foglie di salvia


Fare bollire il latte in una pentola capiente e dal fondo spesso fino a dimezzarlo in volume (45' circa), unendo 6 cucchiai di zucchero e le foglie di salvia negli ultimi 10 minuti di cottura.
Visto che il profumo di salvia dipende dalla stagione, dalla freschezza delle foglie e da mille altri fattori ora imponderabili, suggerisco di essere parchi nei quantitativi al primo tentativo. L'esperienza mi ha insegnato che il profumo, molto penetrante quando il latte è in ebollizione, diventa più delicato nel budino finito.
Una volta bollito il latte, ritirare la salvia e poi mettere da parte per far raffreddare.

Sbattere le uova con una frusta. Versare il latte
sulle uova filtrandolo con un colino, mettere il composto in uno stampo da budino con la "camicia" di caramello e cuocere in forno a bagnomaria, senza dimenticare una fettina di limone nell'acqua.
A mio avviso la camicia di caramello deve essere piuttosto scura, ma non bruciata.
Il sapore leggermente amaro del caramello conferma che si tratta di un budino per adulti.

Tengo a sottolineare che la ricetta illustrata non proviene dal ristoratore sopra citato ma - come ogni buon dolce a base di latte - dalla mia mamma...
Del resto ci sono infinite varianti per crème caramel e fiordilatte: quel che
qui conta è la malizia della salvia.